Ieri la Paritetica, con il presidente Giovanni Collino e il governatore Fvg Renzo Tondo, ha definito quali partite chiudere entro l’anno e il percorso da seguire. In ballo ci sono il federalismo, i decimi Irpef che giungono da Roma al Fvg, le nuove competenze e il puzzle-Sanità. «Nei prossimi mesi – ha detto Collino – avremo il quadro completo dell’incidenza del federalismo sulla nostra regione, delle nuove competenze, di quanto costeranno e di come incideranno sulla nostra Specialità. Ma in ballo ci sono anche i decimi Irpef che la Regione incassa, sei, ma che in realtà sono 4 e mezzo se si considera che ci sono circa 90 mila dipendenti dello Stato che usufruiscono del sistema sanitario che è a carico della Regione. E lo Stato contribuisce per circa 200 milioni su una spesa di 2,3 miliardi. Dobbiamo insomma – ha concluso Collino – avere la forza e la capacità di rimescolare il più possibile le carte per ritrovare un bilancio di numeri e conti». E poi ci sono le compartecipazioni. «Su questo il confronto con lo Stato – ha detto Tondo – si avvicina alla dirittura finale. Gli incontri tecnici con la ragioneria dello Stato sulle compartecipazioni vanno verso la conclusione dei lavori, che devono portare alla quantificazione precisa delle risorse e poi sarà possibile anche valutare i compiti che la Regione potrà assumersi. I numeri sono ancora ovviamente riservati, ma ora andiamo avanti rapidamente. Noi rispondiamo positivamente alla richiesta di partecipare al risanamento finanziario del Paese, ma siamo attenti al fatto che tra competenze e risorse ci sia corrispondenza. Poi, appena chiusa questa partita apriremo quella del federalismo». Dalla prossima settimana, ha reso noto Tondo, si riuniranno gruppi tecnici formati da rappresentanti della Regione e del ministero per le Riforme e in particolare si lavorerà sul tema delle compartecipazioni. Il Pd, però, attacca, perché è stato respinto dal Governo in commissione Bilancio alla Camera l’emendamento presentato dai deputati Ivano Strizzolo, Alessandro Maran ed Ettore Rosato, per l’assegnazione al Fvg dei 283 milioni di euro per le compartecipazioni. «Una scelta – ha commentato Strizzolo – che rischia di creare pesanti ripercussioni sul bilancio della Regione, dopo le continue promesse e le demagogiche rassicurazioni. Noi parlamentari del Pd continueranno a incalzare il Governo e in Aula riproporremo l’emendamento bocciato dal centrodestra in Commissione». Nel frattempo ieri la V Commissione del Consiglio, presieduta da Roberto Marin (Pdl), ha approvato il documento con le linee di indirizzo politico da affidare alla Paritetica. Il documento, che andrà in Aula la prossima settimana per l’approvazione definitiva, esprime la volontà di instaurate uno stretto raccordo tra Paritetica e Consiglio regionale. Come principio generale, invece, viene fissata la copertura di risorse assegnate dallo Stato, sotto forma di compartecipazioni, su ogni argomento oggetto di trattativa. Sui contenuti la Paritetica dovrà invece lavorare per approfondire gli aspetti relativi all’acquisizione di alcune materie. Il testo è passato con i voti favorevoli di Pdl e Lega, mentre Pd e Idv si sono astenuti. «Per segnalare – hanno detto i democratici Franco Brussa, Alessandro Tesini, Mauro Travanut e Franco Iacop – la perdurante assenza e le continue contraddizioni della giunta. Tondo non è solo in ritardo, ma è anche arrendevole e non seriamente impegnato nel difendere gli interessi del Fvg e su diversi aspetti il governo regionale non è nè chiaro nè incisivo».
FONTE: Messaggero Veneto 23 luglio 2010


